Come avevo annunciato, Renata Polverini non si è dimessa. Ma avrà un ruolo in più a livello nazionale. Ci ha preso in giro? No, perché sapevamo dall’inizio che era una pantomima. Ah Renà, accà nisciuno è fesso. Il processo inizia ora. La governatrice non è mai stata sobria. La sua era è stata all’insegna dell’eccesso. Contrassegnata dall’eccesso. In campagna elettorale la Polverini girava con uno staff enorme, con due monovolume al seguito. La prima tappa fu a Rieti e la seconda a Frosinone, città di Fiorito. Fu fittato come comitato elettorale un intero deposito Atac vicino piazzale Flaminio.

Subito dopo le elezioni fu un susseguirsi di feste e festicciole per il successo. Da quel giorno Renata ha cominciato a girare tutte le sere per i salotti romani come se non fosse mai entrata a un party. Tanto che malignamente i vip romaneschi la chiamavano “Cenerentola”. La sua prima festa di compleanno da presidente, il 14 maggio del 2010, fu una faraonica festa proprio nella sede dello stabile usato come comitato elettorale. Quella del 2011 all’Hotel Eden. Quella del terzo, che coincideva coi suoi 50 anni, all’Open colonna a via Nazionale. Non mi venite a dire che costassero meno di quelle di De Romanis.