"God save the Puzzon", "Dio salvi Berlusconi" era l'inno del partito del "meno male che Silvio c'è, altrimenti io come campo". Ma da ieri è tutto finito, Lui è andato, l'Italia è in festa e noi celebriamo il suo funerale politico con una mano sul cuore e un'altra sul portafoglio. Le conseguenze economiche e sociali potrebbero essere serie, stando a una prima valutazione del peso economico che ha in Italia il popolo degli Lbu, i Lavoratori Berluscamente Utili. Il suo addio rischia di creare un esercito di disoccupati dell'antiberlusconismo militante con scarse possibilità di riconversione.

I politici, per esempio: c'è chi viveva da anni appiattito come un plancton sulla schiena della Balena Berlusconi, giustificando il proprio ricco stipendio con l'assiduità sul lavoro al Centro per la Lotta al Puzzone di Arcore. Ieri leggevo una dichiarazione del finiano Raisi, per esempio, uno che è riuscito a far indagare la segretaria di Bersani con una denuncia sul suo lavoro "a nero", ma prima ancora di commentare il successo politico, Raisi ha premesso che “Berlusconi gli aveva detto di non presentare gli esposti", ovviamente: per la serie, daje al Silvione, anche retroattivamente, sennò non faccio notizia. Ma anche la categoria degli allenatori, come farà a sbarcare il lunario senza il loro presidente tuttofare?

Allegri, per esempio, è solo l'ultimo di una lunga serie di mister che quando le cose vanno male inizia a parlare del Cavaliere: «Non si fa più sentire», aveva detto ieri, alla vigilia di un suo possibile esonero, prima di perdere l'ennesima partita. Se però Berlusconi lo avesse chiamato per dettargli la formazione, sarebbe stato un'inaccettabile ingerenza. E se lo avesse cacciato, sarebbe stata un'epurazione politica, non calcistica. Per non parlare degli scrittori: ma le ve lo immaginare Travaglio che vende milioni di libri denunciando le notti selvagge, al circolo del bridge, di Mario Monti, lo scandalo dei cotechini d'oro di sua moglie, degli appalti truccati dei tortellini di Bersani, la pista mafiosa delle domande pilotate di Renzi alla Ruota della Fortuna? E i conduttori tv? Da chi si farà cacciare Santoro per raddoppiarsi lo stipendio al suo ritorno in Rai? E la Minetti? A chi venderà le sue confessioni, visto che a parte Silvio, s'è fatta quasi tutti gli altri? E Fini, che si rianimava ogni qualvolta Silvio apre la bocca, come un vampiro alla vista del sangue, da chi si farà cacciare? E i giudici, chi indagheranno?

E i fanatici, chi aggrediranno? Caleranno le vendite di oggetti contundenti, come le statuine del Duomo e i cavalletti fotografici? E tutti i sindacalisti, gli opinionisti, attori, artisti, cantanti che hanno giustificato il proprio talento firmando appelli contro le leggi ad personam, cosa s'inventeranno per prendere il Nobel, per vincere Sanremo? E gli intellettuali, i Flores D'Arcais, gli Alessandro Campi, le Sofie Ventura, che vivono di spietate analisi anti-berlusconiane da anni, come si salveranno dall'oblìo dell'anonimato? Ecco perché mi chiedo: ma quanto ci costerà l'addio del Puzzone? Il Pil crollerà? Lo spread s'impennerà? Ma soprattutto: la figa girerà ancora, come quando c'era Lui?