C'è un bel casino in Atac. Non solo per gli scandali Parentopoli, i disagi che nelle ultime ore stanno vivendo i cittadini, tra scioperi e nuove linee metropolitane che fanno i capricci. Il Consiglio di amministrazione deve votare la nuova macrostruttura della municipalizzata. Ma, come sempre, gli interessi sono molti. Troppi. I due fronti principali sono rappresentati da Antonio Cassano, che è il direttore generale, e da Carlo Tosti, l'amministratore delegato. Le discussioni su come ricomporre l'organigramma sono sempre state accese, ma ormai si è arrivati ai ferri corti. Una riunione sulla macrostruttura si è già tenuta mercoledì scorso.

E per poco non sono volati i tavoli, con Ad e Dg inferociti e il sindaco a cercare di mediare - dalla "distanza" - senza successo ma creando di fatto un terzo fronte. Ognuno vuole piazzare i suoi uomini nelle strutture chiave. Si sono ribellati anche i "basiliani", quelli che facevano riferimento all'ex amministratore delegato Maurizio Basile: ma a quanto pare loro sono già stati fatti fuori dalla partita. In tutto questo caos la novità delle ultime ore è che il Cda, che si sarebbe dovuto tenere alle 15, con ogni probabilità non si terrà, è rimandato. La tensione è massima e sambrano imminenti le dimissioni del Consiglio di amministrazione.