Non sono in grado di formulare ipotesi sul gambizzato di Genova e comunque su queste materie bisogna andare sempre con i piedi di piombo. A leggere le notizie sembrerebbe che gli inquirenti seguono la pista anarchica. L'obiettivo non era il povero Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo nucleare, una controllata di Ansaldo Energia. E neppure la società madre, bensi la capogruppo, Finmeccanica. In particolare il suo piano di implementazione militare.
L'Italia ha deciso che nei prossimi anni acquisterà 90 cacciabombardieri F-35 prodotti dalla Lockheed anziché 131 come programmato inizialmente, con un risparmio di circa 5 miliardi di euro. All'inizio degli anni 2000, l'Italia aveva programmato l'acquisto di 131 F-35, metà a decollo convenzionale e metà a decollo corto e verticale, una parte dei quali destinati alla nuova portaerei Cavour. Nel programma, in cui ha finora investito 2,5 miliardi di euro, l'Italia si è posizionata quale secondo partner industriale dopo gli Stati Uniti.
Nel marzo scorso, durante un'audizione alla Camera, gli ad di Finmeccanica ed Alenia Aermacchi, Giuseppe Orsi e Giuseppe Giordo, hanno detto che il progetto del cacciabombardiere americano F-35 a cui partecipa Finmeccanica ha bisogno di essere sostenuto anche a livello politico, specie dopo il taglio di 41 velivoli deciso dal ministero della Difesa. In questo momento in cui tutti gli italiani tirano la cinghia è molto "popolare" prendersela con un'azienda dello Stato che sta spendendo miliardi in aerei da guerra. Per questo è possibile che l'area anarchica, che proprio nel Nord Ovest (leggi No Tav) ha fatto proseliti, possa allargare la sfera d'azione per cercare consenso. Sarebbe stato preso di mira Adinolfi perché uno dei pochi che non hanno tutele di sicurezza.



















