Corrado Passera finisce il suo intervento all'assemblea di Confindustria e dalla platea non si leva manco un applauso. Mai nemmeno un battimani durante la quasi ora di intervento. Tanti sbadigli. Il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà è andato via appena ha cominicato a parlare. Le vecchie ruggini tra i due risalgono a quando l'ex presidente dell'Antitrust era destinato al ministero delle Infrastrutture che invece l'allora consigliere delegato di Intesa reclama per sè oltre allo Sviluppo. Vinse Passera e Catricalà venne retrocesso a sottosegretario alla presidenza. Torniamo all'Auditorium di Roma.

Passera parla e poche file più su si vede Alessandro Profumo che chiacchiera con il suo vicno. A ogni concetto di Passera, il neo presidente di Mps commenta con quelli vicino e ridono. Gianni Alemanno si alza e va a parlare con Vittorio Grilli, poi inforca l'uscita laterale. E' un fuggi fuggi generale. Il discorso del ministro dello Sviluppo è di rara vacuità. Nessuno il sale si scalda. Tutto ciò che sa proporre, a se mesi dal varo del governo, è una una task force ad hoc entro l'estate per rendere più facile la vita delle imprese. L'ha detta proprio così: una task force così andate a fare i bagni a mare più tranquilli.

Ecco le sue parole: "Non aspettiamo la prossima assemblea facciamo una task force entro l'estate che elabori proposte operative perché l'Italia diventi un luogo piu' facile per le imprese". Ma vi rendete conto. Le imprese aspettano fatti concreti non un'altra task force. Passera dice anche che lui a differenzxa del passato non vuole fare annunci e infatti annuncia una revisione del sistema degli incentivi: basta incentivi a pioggia e sul fisco promette che verranno fatte cose tangibili e positive. E sulle infrastrutture altro annuncio: dice che in due tre anni sarà possibile recuperare 100 miliardi. Imbarazzante.