"Chiudete tutto, baracca e burattini". L'Italia dei Valori nel Lazio è finita, smontate i gazebo, impilate le sedie e scendete dal palco. La festa dell'Idv a piazza Risorgimento a Roma chiude per scandalo con dieci giorni d'anticipo. Sì, succede proprio questo al partito di Di Pietro. La sua festa, l'annuale appuntamento dell'Idv nella Capitale, abbassa la saracinesca. Era iniziata il 28 settembre e sarebbe dovuta finire il 21 ottobre. Invece oggi è l'ultimo giorno, perché l'organizzatore della festa è il signor Vincenzo Maruccio, capogruppo del partito alla Regione Lazio che si sarebbe messo in tasca 700 mila euro.

Quelli incazzati davvero sono gli affittuari. In piazza Risorgimento ci sono 40 stand, l'affitto per il mese scarso è di 3250 euro. In pratica la festa è costata 130000 euro agli espositori che vendono dalle collanine alle caramelle. "Adesso ci fanno chiudere perché questo stronzo è un ladro - dice mentre pesa un sacchetto di liquirizie il ragazzo dietro il bancone -, dieci giorni in meno di lavoro. Io per venire qui ho investito soldi e rinunciato ad andare a lavorare da altre parti". I soldi per questi giorni, in realtà, saranno restituiti. "Ma comunque è un danno", spiega il commesso che vende conchiglie da arredamento e altri oggetti per la casa.

E pensare che, raccontano da queste parti, "Robin" (così chiamano Maruccio, associandolo a Batman Fiorito) veniva qui tutte le sere e parlava della politica del futuro, del bene dei cittadini. "Tutte cazzate - dice ancora quello delle conchiglie - Io ho 40 anni e da giovane andavo in discoteca al grido di 'Grande Di Pietro', perché eravamo convinti che la sua giustizia avrebbe ripulita l'Italia. E invece qui nulla è cambiato". Ironia della sorte, sul tendone che invita i passanti a entrare alla festa dell'Idv è scritto: "Noi, un'altra storia... Di Pietro Italia dei Valori. Forza di cambiamento". E intanto la sua festa chiude per scandalo.