La Fornero (mai dire "la" Fornero che si incazza da morire) oggi è arrivata in ufficio tutta contenta. L'accordo sul lavoro è davvero a un passo. E la dimostrazione sta nel fatto che il premier Mario Monti ha convocato le parti per martedì prossimo. C'è aria d'intesa. Naturalmente in partiti non sanno ancora nulla. Sono stati tenuti abbastanza fuori. Soprattutto il Pdl che oramai vede pesantemente minacciate tutte le sue riforme. Quella del mercato del Lavoro: via, superata. Quella del sistema radio-tv: tanti saluti alla Gasparri. Quella sulla Giustizia: be', lì Alfano non è che avesse combinato un granché.
Stasera Monti spiegherà che vuole fare nel vertice convocato alle 20. Dirà che il diritto al reintegro nel posto di lavoro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori resterà solo nel caso dei licenziamenti discriminatori. Per quelli per motivi economici ci sarà invece solo un indennizzo, mentre per quelli disciplinari sarebbe il giudice a decidere se il lavoratore debba essere reintegrato oppure indennizzato, sul modello tedesco. Si prevede inoltre un tetto al risarcimento in caso di reintegro, che dovrebbe essere di 24 mesi.



















