Oggi il premier Monti, in un patetico tentativo di fare passerella elettorale all'insaputa dei marò, è andato a Fiumicino ad accogliere i due marinai italiani rientrati in Patria per votare, nell'ambito di in permesso di un mese con cui l'India sta cercando di allentare la tensione col governo italiano. La domanda, però, sorge spontanea: in un paese in cui basta un'intercettazione, un avviso di garanzia o un rinvio a giudizio per esporti alla condanna della pubblica opinione e dei media (come dimostrano i fatti di cronaca, più di quelli politici) è normale che un primo ministro accolga con tutti gli onori due soldati che sono accusati di duplice omicidio in un altro Paese? E' normale che si chiamino eroi due indagati per un fatto così grave su cui esiste materiale probatorio non certo irrilevante? E comunque, se è stato pagato perfino un risarcimento ai familiari delle vittime uccise nello scontro a fuoco, un'istituzione come il governo (ma anche il Colle) qualche cautela su una eventuale colpevolezza dei due marò dovrebbero averla o no? Qui in Italia tifiamo tutti affinché la controversia con l'India si risolva con il trasferimento alla giurisdizione italiana del processo, così come ci auguriamo che Latorre e Girone siano innocenti e lo possano dimostrare. Ma intanto, è il caso di chiamarli eroi ed accoglierli come salvatori della Patria? E se non fossero militari, ma solo due italiani, per esempio accusati di spaccio e reclusi in India, gli avremmo riservato questo trattamento di favore?