Sono passato a largo Chigi dove hanno sede gli uffici dei ministri senza portafoglio (di questi tempi, pure chi ce l'ha vuoto). Mi segnalano di leggere il rapporto Giarda bene, ci sono alcuni numeri che fanno sobbalzare dalla sedia. Due me li segnalano e ve li riporto. Si registra "una forte crescita della spesa sanitaria che nel 1990 assorbiva il 32,3% del totale della spesa, una percentuale che nel 1990 assorbiva il 32,3% del totale della spesa, una percentuale che nel 2009 sale al 37,0%. Nello stesso periodo la spesa sanitaria nel suo complesso aumenta dal 6,2% al 7,5%".

Inoltre si evidenzia anche un "significativo aumento della quota di spesa per la protezione sociale per i servizi generali". Nello stesso tempo la relazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento mette in evidenzia come il tutto sia accompagnato da "una forte caduta della quota della spesa per istruzione, dal 23,1% al 17,7% del totale, con una corrispondente caduta della quota sul pil" e inoltre si segnala anche una "significativa caduta delle spese per l'ordine e la sicurezza, che si sono ridotte, nel periodo considerato dall'8,9 al 7,9% del totale". Insomma abbiamo speso il 5,4% in meno in Istruzione, cioé investiamo meno sul nostro futuro e sul futuro dei nostri figli. Mentre spendiamo di più, il 4,7%, nella spesa sanitaria che rappresenta il nostro presente e il nostro passato.

È la fotografia del nostro Paese. Un Paese che non crede più in se stesso. Basti pensare che nel triennio 2009-2011 la spesa del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca è ancora scesa, facendo segnare un -6,24%. A leggere tra le righe abbiamo invetito di più nell'Italia e nel mondo mentre le singole voci fanno rabbrividire: -14,74% in Ricerca e innovazione, -4,86% in Istruzione scolastica, -10,56% in Istruzione universitaria e -36,71% in servizi istituzionali e generali.