Giorgio Squinzi galoppa verso la presidenza di Confindustria. Il numero uno della Mapei è in corsa per la successione a Emma Marcegaglia e sembra aver conquistato un discreto vantaggio nei confronti del suo diretto avversario Alberto Bombassei, fondatore dell'azienda Brembo. In queste settimane Squinzi ha già conquistato la fiducia di Ance (i costruttori), Confindustria Lazio di Aurelio Regina, il Friuli Venezia Giulia e buona parte del Mezzogiorno (decisivo nella lotta per la presidenza). A ciò va aggiunto il sostegno della stessa Marcegaglia. C'è poi la novità di questi ultimi giorni. Squinzi e Bombassei hanno incontrato la presidente di Confindustria Emilia Romagna, Giorgia Iasoni.
A lei, Bombassei ha detto di voler puntare il suo programma sull'abolizione dell'articolo 18 della Costituzione. Tema, però, che non entusiasma gli industriali emiliani. La Iasoni è sembrata molto più interessata alla battaglia sul credito che porterà avanti Squinzi, facendo pressioni sulle banche italiane. Inoltre, chiederà al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di rivedere il patto di stabilità per sbloccare i fondi dei Comuni. "Il numero uno della Mapei ha un buon margine di vantaggio su Bombassei - ha detto la Iasoni - soprattutto grazie al sostegno del Mezzogiorno". E non solo del Sud. Anche l'Emilia Romagna appoggerà Squinzi nella corsa alla presidenza di Confindustria.


















