"Ah no, questa non ci voleva, Giulia!". La Quintavalle aveva appena vinto l'incontro, ovviamente, ma il telecronista Rai, strappato alla vela nel fiore dei suoi anni e spedito a commentare uno sport terra-terra, il judo, aveva fatalmente confuso l'ippon con il colpo della strega e s'era convinto che la nostra judoka avesse pers, cosa che poi è accaduta nei turni successivi, probabilmente nell'inconsapevolezza di quel povero giornalista Rai.
Non banale anche la telecronaca di un inviato del Gr1, sul campo di regata del canottaggio, che si rammaricava per la mancata qualificazione di una barca italiana e dava la linea alla scherma. Ma qualcuno, dalla regìa, stava evidentemente guardando la televisione ed era costretto a ridargli la linea, perché qualcosa non tornava. E lui, come se niente fosse: "No, in realtà quello di prima non era l'arrivo, erano i 1500 metri, gli italiani rimontano, sono quarti, terzi, secondi, qualificati, grandi!". Da ridere, invece, il telecronista chiamato a sostituire Galeazzi nel canottaggio, in tv. Nel tentativo di dare enfasi all'argento del due-senza, inanellava idiozie a ritmo indiavolato: "Eccoli, sono primi, sfidano la forza del vento, lottano contro le intemperie, sono loro, immortali, vivere o morire, perché gli atleti non si fanno a chiacchiere...". Ovviamente, nel frattempo, i due Highlander si erano fatti scavalcare dai neozelandesi.
Meno male che a Londra c'è lui, Franco Bragagna. Spedito a commentare uno sport per pochi intimi, la canoa, prima di spostarsi sulla "sua" atletica, Bragagna ha sfoderato telecronache documentate, divertenti, poetiche, incalzanti, senza urlare, senza sparare cazzate, senza scimmiottare la sguaiatezza di quelli di Sky. E si è beccato anche il premio, la telecronaca dell'oro di Molmenti. Che la Rai, a sua insaputa, ha trasformato nel titolo più scontato e banale e inflazionato, "Molmenti di gloria". Che Bragagna mai si sarebbe fatto uscire dalla bocca. Per lui, e per quelli come lui, forse vale la pena di pagare il canone. Forse.




















“Molmenti di Gloria”… Sto ancora ridendo!
Pensa che i media britannici fino all’altro giorno parlavano della “maledizione di Tutankhameron” per lo scarso numero di medaglie.
Sono d’accordo che la RAI ha mandato a Londra troppa gente, nelle dirette c’è troppa pubblicità, il conduttore del TG olimpico fatica a leggere i nomi degli atleti. Purtroppo lo stato della RAI lo sappiamo tutti. Rilassiamoci almeno questi quindici giorni e tifiamo per fare più medaglie dei rivali europei.